MATRIMONI GAY-IL SI' DEL PORTOGALLO
Dopo Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Norvegia, anche il Portogallo dà il via libera ai matrimoni omosessuali. Ad avere l'ultima parola è stato il capo dello Stato, il conservatore Anibal Cavaco Silva, che, pur essendo contrario alla legge approvata in Parlamento, non ha opposto il veto e ha firmato il testo. Il Paese, in questo difficile momento, deve concentrarsi sulla crisi economica, spiega, infatti, il presidente: "Sento di non dover contribuire ad allungare il dibattito, perché non avrebbe senso farlo e servirebbe solo a distogliere l’attenzione dai gravi problemi che ci attanagliano".
La legge, voluta dal governo socialista, passata in Parlamento a gennaio e infine approvata dalla Corte Costituzionale lo scorso mese, sarebbe entrata in vigore nonostante il veto, grazie a un ultimo "sì" parlamentare. Inutile quindi opporsi. I conservatori devono arrendersi all'evidenza dei fatti, mentre i socialisti possono finalmente esultare. La legalizzazione del matrimonio gay era inserita già nel programma elettorale del partito che ha vinto le politiche del settembre scorso. Il portavoce Vitalino Canas parla di "un momento memorabile, un passo avanti per la politica e la società".
La reazione della Chiesa - L'introduzione della legge rappresenta una vera e propria rivoluzione in un Paese in cui l'omossesualità era considerata illegale fino agli inizi degli anni '80 e il 90% della popolazione si dichiara cattolico. Dal 2001 sono riconosciute le unioni di fatto, ma solo nel 2007 è stata approvata una legge che consente l’aborto e nel 2008 è arrivato il "sì" al divorzio non consensuale.
I cattolici disapprovano. Durante la sua visita, Benedetto XVI si era espresso contro aborto e matrimonio gay, considerati la più "insidiosa e pericolosa" minaccia che il mondo deve affrontare. Padre Manuel Morujao, portavoce della Conferenza episcopale portoghese, oggi ha commentato la legge con una nota ufficiale: “Prendendo atto della decisione del Presidente della Repubblica di promulgare la legge che legalizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso” la Conferenza episcopale dichiara innanzitutto che “questa legge costituisce un passo indietro nella costruzione della coesione sociale, ed è in contrasto con uno dei principi più consolidati delle diverse civiltà del genere umano”. A questo proposito il portavoce dei vescovi portoghesi ricorda quanto aveva detto il pontefice a Fatima, parlando ai rappresentanti delle istituzioni sociali cattoliche, chiedendo loro di “tutelare i valori essenziali e primari della vita, dal suo concepimento, e della famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna”. Così si legge nella nota: “Lo scorso 13 maggio a Fatima, Papa Benedetto XVI ha ricordato che la famiglia è fondata sull'unione di amore tra un uomo e una donna, e che la sua tutela è uno dei fattori chiave per la costruzione del bene comune”.
Oltre ai sei Paesi europei, cinque Stati americani, distretto di Washington, il Canada e il Sudafrica hanno legalizzato le nozze tra persone dello stesso sesso.
18/05/2010
http://libero-news.it/news/414556/Matrimoni_gay__il_s__del_Portogallo.html
mercoledì 19 maggio 2010
venerdì 16 aprile 2010
L’omosessualità: un’analisi biblica
L’omosessualità: un’analisi biblica
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Siamo oggi sottoposti, in ogni ambiente, ad un intenso battage teso a far si che la nostra società e chiese accettino ed approvino l’omosessualità come uno stile di vita legittimo e rispettabile, una “preferenza” sessuale al pari di ogni altra. Coloro che, su base morale e religiosa, vi si oppongono, vengono di solito dipinti come ignoranti bigotti e razzisti, degli “omofobi”, portatori di pregiudizi superati, che solo dovrebbero “finalmente tacere”.
E’ vero che alcuni odiano gli omosessuali e che persino ne organizzano “pestaggi” sistematici. Un tale comportamento non è in alcun modo giustificabile. Il vero cristiano non deve odiare l’omosessuale, ma deve trattarlo secondo i comandamenti di Dio (1 Giovanni 5:3): non è ammissibile la calunnia, la derisione, la violenza e l’odio né verso l’omosessuale, né verso chiunque altro. I cristiani dovrebbero proteggere gli omosessuali da attacchi personali.
Sebbene il cristiano abbia il dovere di trattare l’omosessuale come ogni altra persona, secondo i comandamenti di Dio, egli deve amarlo essendo con lui biblicamente onesto. L’atteggiamento di una persona verso l’omosessualità non deve essere modellato dalla cultura contemporanea, mutevole e pagana, ma secondo l’ispirata ed infallibile rivelazione di Dio, la Bibbia. La Bibbia offre speranza all’omosessuale perché gli dice la verità e gli proclama il perdono dei peccati attraverso Gesù Cristo.
L’istituzione creazionale del matrimonio
Per comprendere rettamente la sessualità umana bisogna risalire ai primordi dell’umanità. Nel principio Dio crea un uomo (Adamo) ed una donna (Eva). Dio non crea due uomini (ad es. Adamo e Gianfilippo), o due donne (ad es. Eva e Yvette) . Iddio prima crea Adamo dalla polvere della terra, poi crea Eva dalla costola di Adamo. Eva viene creata per essere la moglie di Adamo. La Bibbia afferma che erano nudi e che non ne avevano vergogna. La creazione di un uomo e di una donna per essere marito e moglie è il modello o paradigma di base di ogni rapporto sessuale approvato da Dio, normale, morale e benedetto. “L’unione matrimoniale è istituita da Dio stesso, e il suo sacro recinto non deve essere contaminato dall’intrusione di una terza parte, dell’uno o dell’altro sesso” (F. F. Bruce).
Gesù Cristo cita Genesi 2:24 come chiara prova che la poligamia (avere più di una moglie) e il divorzio (eccetto che nel caso di adulterio) sono condannati da Dio (Matteo 19:5). L’apostolo Paolo, scrivendo sotto ispirazione dello Spirito Santo, dice che vi può essere una sola e legittima espressione dell’impulso sessuale, cioè il matrimonio (1 Corinzi 7:2). Il matrimonio monogamo ed eterosessuale è il solo contesto in cui si può far del sesso senza peccato e senza sensi di colpa. “Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti e il letto coniugale sia incontaminato, poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri” (Ebrei 13:4). Qualunque altra cosa che sia contraria all’istituzione creazionale del matrimonio fra un uomo ed una donna, è inaccettabile davanti a Dio, e quindi peccaminoso. La Bibbia condanna ogni attività sessuale al di fuori del matrimonio monogamo ed eterosessuale: l’omosessualità, i rapporti sessuali prima del matrimonio, la poligamia, l’adulterio, la bestialità, e così via. “Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perché per queste cose viene l'ira di Dio sui figli della disubbidienza” (Efesini 5:6).
La legge di Dio
La legge morale di Dio condanna l’omosessualità di qualsiasi tipo: “Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna: è cosa abominevole. ...Se uno ha relazioni carnali con un uomo come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; saranno certamente messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro" (Levitino 18:22; 20:13). Gli apologeti in favore dell’omosessualità cercano di eludere le affermazioni chiare e non ambigue della legge di Dio torcendo la Scrittura con sofismi e varie giustificazioni.
Alcuni sostengono che la legge di Dio certo condanna l’omosessualità, ma insegnano che quello che normalmente viene considerato legge di Dio, in realtà non sia altro che testimonianza di antiche usanze israelite e pregiudizi. Negano l’origine mosaica della legge e sono relativisti quanto all’etica. Le loro argomentazioni devono essere respinte perché sia Cristo che gli apostoli di fatto accettavano l’autorità divina, infallibilità, ed assoluta autorità dell’Antico Testamento (Matteo 22:é39,40; Giovanni 10:35; 2 Timoteo 3:16,17). Se si respinge la legge di Dio affermando trattarsi soltanto di idee umane dell’antico Israele, non si può nemmeno ragionevolmente accogliere Cristo come proprio Salvatore. Allora o si afferma che Gesù avesse idee errate sulla legge di Dio, o che Lui non fosse che un bugiardo. Non ci si inganni, però, Gesù Cristo è Dio (Giovanni 1:1; 8:58,59): Egli non può sbagliarsi o mentire (Numeri 23:19).
Altri insegnano che le leggi che condannano l’omosessualità erano intese solo per la nazione di Israele, e che la legge dell’Antico Testamento, con l’avvento di Cristo, sia superata. Quest’idea riscuote una certa popolarità fra coloro che affermano essere “omosessuali evangelici”. Quest’idea è del tutto non biblica. Quando il Nuovo Testamento afferma che i cristiani sono morti alla legge, esso intende che Cristo ha adempiuto alla legge (il patto d’opere) per il credente, e rimossa la maledizione della legge attraverso la Sua morte sacrificale. I cristiani che si uniscono a Gesù Cristo nella Sua vita perfetta e priva di peccato, come pure alla Sua morte sacrificale, sono risorti con Cristo e posti in grado dallo Spirito Santo, di vivere per Dio. Paolo dice che: “la legge è certamente santa, e il comandamento santo, giusto e buono” (Ro. 7:12). Cristo non ha abolito la legge morale: ha ubbidito ad essa perfettamente in favore ed al posto del peccatore. Egli è morto per togliere la colpevolezza dovuta al peccato, ed Egli manda al credente lo Spirito Santo proprio affinché abbiano la capacità di ubbidire alla legge di Dio. Se Cristo ci avesse liberato dalla legge morale, come afferma l’apologeta omosessuale, allora non ci sarebbe stato bisogno che Lui morisse: se non c’è più legge, non c’è più nemmeno il peccato e la colpevolezza. Le uniche leggi che non sono più per noi vincolanti, sono quelle specificatamente legate alla terra di Israele e le leggi cerimoniali. Le leggi cerimoniali prefiguravano Gesù Cristo e la Sua opera con tipologie e figure. La legge morale di Dio e le leggi casistiche fondate sulla legge morale, sono ancora in vigore. La legge di Dio è fondata sulla Sua stessa natura e carattere: essa è quindi assoluta, immutabile, ed eterna.
E’ ovvio che la proibizione contro l’omosessualità non abbia nulla a che fare con il sistema sacrificale: chiaramente non sono di natura cerimoniale. Inoltre, se le leggi contro l’omosessualità fossero state intese solo per la nazione di Israele, allora perché l’omosessualità viene condannata in Sodomia, ben 400 anni prima che esistesse la nazione di Israele? “Proprio come Sodoma e Gomorra e le città vicine, che come loro si erano abbandonate alla fornicazione e si erano date a perversioni sessuali contro natura, sono state poste davanti come esempio, subendo la pena di un fuoco eterno…” (Giuda 7). Sebbene Sodomia fosse generalmente caratterizzata dalla malvagità, Genesi 19 presenta l’omosessualità come l’ultimo stadio della degenerazione. Gli uomini di Sodomia desideravano avere rapporti sessuali con gli ospiti di Lot ed erano pronti a violentarli, se necessario. Dio operò la distruzione totale di Sodoma e Gomorra. Sonora non fu distrutta solo perché gli abitanti di Sodoma si erano manifestati inospitali, come alcuni sostengono. Il solo fatto di non essere ospitali non spiegherebbe il giudizio totale di Dio. Dio distrusse totalmente la città, e solo Lot e la sua famiglia ne furono risparmiati.
Alcuni apologeti omosessuali sostengono che la legge di Dio condannasse solo la prostituzione cultuale maschile. Essi sostengono che l’omosessualità moderna non abbia nulla a che fare con l’omosessualità idolatra e pagana ed i riti della fertilità praticata in tempi antichi. Iddio condanna specificatamente la prostituzione maschile ed i riti di fertilità associati con essa; Deuteronomio 23:17,18 si applica certamente alla prostituzione cultuale. Però, Levitino 18:22 e 20:13 non menziona affatto la prostituzione cultuale: “Se uno ha relazioni carnali con un uomo come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; saranno certamente messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro” (Levitino 20:13).
Il tentativo di legare ogni proibizione biblica dell’omosessualità soltanto al fenomeno dell’antica prostituzione cultuale rivela un ovvio pregiudizio pro omosessualità da parte di questi interpreti. Essi forzano il testo biblico tanto da farlo adattare allo stampo pro omosessuale. Sono disonesti con le chiare intenzioni del testo biblico. Essi guardano alla legge di Dio attraverso gli occhiali deformanti dei loro presupposti favorevoli all’omosessualità. Non è lecito condensare tre proibizioni distinte (Levitico 18:22; 20:13; Deuteronomio 23:17,18) come se si trattasse solo di una. Gli interpreti pro omosessualità lo sanno, ma a loro non importa, perché non sono interessati alla verità, ma solo a giustificare il loro comportamento perverso e malvagio. Inoltre, la loro stessa interpretazione potrebbe essere usata per giustificare pure i rapporti sessuali con capre e pecore, perché anche la bestialità faceva parte degli antichi riti della fertilità. Non fatevi illusioni: Iddio è contro l’omosessualità in ogni sua forma, sia cultuale che personale.
Le argomentazioni in favore dell’omosessualità non sono altro che pietose scuse per giustificare un comportamento che Dio odia e che chiaramente condanna: “Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:9,10). L’omosessualità era condannata da Dio secoli prima che venisse promulgata la legge (ad es. Genesi 19). Essa è esplicitamente condannata dalla legge di Dio (Levitico 18:22; 20:13). Come inoltre mostreremo, essa è chiaramente condannata nel Nuovo Testamento dall’apostolo Paolo.
Il Nuovo Testamento
Il Nuovo Testamento concorda con la condanna che l’Antico Testamento fa dell’omosessualità, e la conferma. Potrebbe forse un altro brano meglio esprimere la condanna dell’omosessualità che ciò che Paolo scrive nel primo capitolo di Romani? “Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da vituperare i loro corpi tra loro stessi. Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore che è benedetto in eterno. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti ... Or essi, pur avendo riconosciuto il decreto di Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le fanno, ma approvano anche coloro che le commettono” (Romani 1:24-28,32).
Gli apologeti del comportamento omosessuale, tentano di aggirare Romani 1, affermando che Paolo qui condanna solo la concupiscenza omosessuale e la promiscuità, non relazioni omosessuali monogame ed amorevoli. Il problema di questa interpretazione pro omosessualità è che Paolo, in questo testo, non dà la benché minima indicazione di quest’idea. Questa idea deve essere imposta al testo perché chiaramente non vi è presente. Paolo era un esperto di intricati problemi etici. La sua condanna copre ogni forma di comportamento omosessuale: promiscuo, monogamo, o altrimenti. Se l’omosessualità fosse accettabile solo a certe condizioni, allora lo potrebbe anche essere la menzogna, l’omicidio, la calunnia, ed altri peccati elencati da Paolo. Sarebbero pronti gli apologeti omosessuali a sostenere che anche fare sesso con capre e pecore è permesso se il rapporto è amorevole e monogamo?
Altri apologeti dicono che qui Paolo si riferiva solo alla prostituzione cultuale greca. Il testo, però, non dice nulla sulla prostituzione omosessuale greca. Paolo concentra la sua attenzione qui su ciò che avviene quando si respinge Dio da tutti i nostri pensieri per adorare degli idoli. Paolo qui discute di comportamento morale personale. Quando si abbandona Dio, il nostro comportamento personale diventa perverso. Se qui Paolo avesse condannato solo la prostituzione cultuale greca, perché allora la Chiesa primitiva condannava tutte le forme di omosessualità? Come mai ogni ramo della Chiesa cristiana ed ogni denominazione ha sempre condannato ogni forma di omosessualità per quasi 2000 anni? E’ stato solo dagli anni 70 del XX secolo che l’omosessualità ha cominciato a ricevere accoglienza nella società. Non è un caso che proprio quelle chiese che hanno cambiato la loro posizione sull’omosessualità siano le stesse chiese liberali che respingono l’autorità divina della Scrittura. Se Cristo e gli apostoli accettavano l’omosessualità monogama, perché allora la Chiesa apostolica l’aveva universalmente condannata?
La teoria della pederastia
Il tentativo più abile di ripudiare la condanna che Paolo fa dell’omosessualità, è la teoria della pederastia. Questa concezione afferma che Paolo, seguendo la cultura greca, condannasse solo lo sfruttamento sessuale ed emotivo dei giovanetti da parte degli uomini. Questa concezione presuppone che Paolo sia solo un prodotto della cultura greca pagana del suo tempo. La Bibbia, però, insegna chiaramente che Paolo scriveva sotto la direzione soprannaturale dello Spirito Santo (2 Pietro 3:15,16). Per comprendere la concezione del mondo di Paolo, non bisogna guardare alla Grecia pagana o a Roma, ma all’Antico Testamento, all’insegnamento di Gesù Cristo e degli altri apostoli. La condanna che Paolo fa dell’omosessualità è del tutto coerente con la legge di Dio rivelata a Mosè, e ne è continuazione. La pederastia è sbagliata ed è condannata da Dio, proprio perché è una forma, o un aspetto, dell’omosessualità. Essa è pure peccaminosa e cattiva perché è una forma di attività sessuale al di fuori del matrimonio legittimo, monogamo ed eterosessuale. L’omosessualità è sbagliata, non importa quale sia l’età dei partecipanti. L’idea che una volta che due maschi raggiungano l’età di 18 anni, Dio approvi che essi facciano sesso anale o orale, è assurda. Paolo condannava questi comportamenti folli e malvagi molto tempo fa: “noi sappiamo che la legge è buona, se uno la usa legittimamente; sapendo questo, che la legge non è stata istituita per il giusto, ma per gli empi e i ribelli, per i malvagi e i peccatori, per gli scellerati e i profani, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, per i fornicatori, per gli omosessuali, per i rapitori, per i falsi, per gli spergiuri, e per qualsiasi altra cosa contraria alla sana dottrina” (1 Timoteo 1:8-10).
Atto ed orientamento
Qualsiasi discussione sull’omosessualità sarebbe incompleta senza discutere la questione della differenza fra atto ed orientamento. Molti omosessuali dicono: “Io sono nato omosessuale – Dio mi ha fatto così. quindi, i miei pensieri, desideri, e stile di vita, non dovrebbero essere condannati”. Se vi sono delle persone che nascono con una predisposizione verso il comportamento omosessuale, forse che questo rende i loro desideri e comportamenti omosessuali accettabili per Dio? Assolutamente no!
La dottrina biblica sul peccato originale insegna che tutti nascono con una natura o disposizione peccaminosa. Il primo uomo, Adamo, era, davanti a Dio, il capo e rappresentante dell’intera razza umana. Quando Adamo peccò, la colpevolezza e la contaminazione del peccato passò all’intera razza umana (Romani 5:12,17,19). Ogni persona (eccetto Gesù Cristo, concepito dallo Spirito Santo) nasce con una natura peccaminosa. E’ sbagliato dire: “Dio mi ha reso omosessuale (o bugiardo, o omicida)”, perché il peccato non ha preso origine da Dio, ma dall’uomo (cioè dal nostro progenitore Adamo).
Il fatto che ogni essere umano nasca con un orientamento (o propensione) verso il peccato, non giustifica desideri o comportamenti peccaminosi. La Bibbia dice che tutti nascono bugiardi (Salmo 58:3), eppure la Bibbia dice che la menzogna è un peccato (Esodo 20:16; Deuteronomio 5:20). Inoltre essa dice che i bugiardi non entreranno nel regno di Dio (Apocalisse 21:27). Se vi sono alcuni che nascono con la tendenza a rubare, ad essere omosessuale, omicida, sadomasochista o alla bestialità, alla mutilazione, ecc. questo non giustifica il loro comportamento peccaminoso. L’argomentazione che la tendenza all’omosessualità la renda in qualche modo accettabile a Dio, potrebbe essere usata per giustificare ogni comportamento peccaminoso. Questo ragionamento distrugge la responsabilità personale, priva di significato la stessa legge di Dio, e non necessaria l’opera salvifica di Gesù Cristo. Tutti dovranno rendere conto di sé stessi a Dio per ogni loro pensiero, parola ed azione, indipendentemente dal loro “orientamento” di fondo. Accusare Dio di avere impresso in noi una certa tendenza e che per questo sia inevitabile, potrà forse far sentire meglio qualche omosessuale, ma non reggerà di fronte al giudizio di Dio, quando tutti gli omosessuali impenitenti saranno gettati all’inferno (1 Corinzi 6:9-10; Apocalisse 21:27). La Bibbia, inoltre, insegna che le creature umane non possono accusare Dio dei loro comportamenti peccaminosi, perché Dio non tenta l’uomo. E’ dalle proprie passioni che uomini e donne vengono sospinti qui e là: “Nessuno, quando è tentato dica: «Io sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno. Ciascuno invece è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza. Poi quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte” (Giacomo 1:13-15).
Alcuni sostengono che, ad essere immorali, siano gli atti omosessuali, e non i sentimenti o desideri che sono innati, quindi inevitabili, quindi non peccaminosi. Certo, la Bibbia insegna che essere tentati non è peccato (Cristo fu tentato, eppure non commise peccato, Ebrei 2:18). Ciò che è peccato è quando una persona coltiva ciò a cui è tentata, fantastica e fa piani su come realizzare quel comportamento peccaminoso. La Bibbia chiaramente insegna che peccato non è solo commettere di fatto ciò che Dio proibisce, ma pure avere desideri e pensieri immorali.
Gesù Cristo proibisce il solo bramare rapporti sessuali eterosessuali illeciti in Matteo 5:27-29. Gesù dice che quando un uomo guarda una donna desiderandola, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore (Matteo 5:28). L’idea di condannare solo l’atto esteriore, ma non la bramosia interiore, era una dottrina dei Farisei che Cristo condanna fermamente (Matteo 5:21,22; 15:19,20). L’apostolo Paolo condanna i desideri cattivi e le fantasie empie: “Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avidità, che è idolatria” (Colossesi 3:5). Paolo dice che i cristiani devono santificare (rendere santi) i loro stessi pensieri (Filippesi 4:8). Giacomo dice che se i desideri non vengono controllati, il peccato ne conseguirà (Giacomo 4:1). I desideri illeciti di carattere omosessuale sono condannati in Romani 1:24,26,27. Il profeta Isaia dice: “Lasci l'empio la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all'Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro DIO che perdona largamente” (Isaia 55:7), intendendo che il ravvedimento implica anche i pensieri. Dato che la Bibbia condanna i desideri illeciti insieme agli atti illeciti, non può esistere alcun “omosessuale cristiano” come non può esistere un omicida cristiano o un ladro cristiano. Quando un omosessuale diventa cristiano, questi deve combattere nella sua vita sia i pensieri che gli atti omosessuali, e liberarsene. A volte potrà anche essere tentato, ma si rifiuterà di fantasticare e di commettere tali atti abominevoli. “Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose” (Filippesi 4:8). “…queste cose avvennero come esempi per noi, affinché non desideriamo cose malvagie come essi fecero” (1 Corinzi 10:6).
Conclusione
La condanna che la Bibbia fa dell’omosessualità è molto chiara e molto forte. Dio dice che l’omosessualità è “un’abominazione”, cioè cosa che Dio odia, aborre e intensamente detesta. L’Antico Testamento insegna che coloro che commettono il crimine dell’omosessualità dovrebbero essere messi a morte (Le. 18:22, 20:14). Il Nuovo Testamento è in pieno accordo, e Paolo dice che il comportamento omosessuale è “degno di morte” (Romani 1:32). Non si tratta di un’opinione umana, ma del chiaro insegnamento della Parola di Dio.
Coloro che affermano la necessità di essere compassionevoli verso gli omosessuali giustificando ed approvando il loro comportamento perverso, sono dei bugiardi e dei falsi maestri. Il loro tentativo di re-interpretare la Bibbia per far si che essa accetti l’omosessualità, non è niente di più che le scuse pietose di coloro che non intendono ravvedersi. Non fanno altro che portare gli omosessuali sulla via spaziosa che conduce alla perdizione (Matteo 7:13). Sono loro i veri nemici della comunità omosessuale.
La tua sola speranza è accogliere ciò che Dio dice al riguardo del tuo comportamento peccaminoso. Se vuoi ravvederti dai tuoi peccati e credere in Gesù Cristo, devi prima essere persuaso che il tuo comportamento è sbagliato, perverso e meritevole di condanna. Dopo aver detto che gli omosessuali saranno esclusi dal regno di Dio, Paolo dice: “Or tali eravate già alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù e mediante lo Spirito del nostro Dio” (1 Corinzi 6:11). Nella chiesa di Corinto, perciò c’erano pure omosessuali che avevano abbandonato il loro precedente stile di vita essendo stati liberati dal loro peccato. Essi se ne erano ravveduti ed avevano creduto a Gesù Cristo.
Gesù Cristo, come viene presentato dalle Scritture, è la sola speranza del peccatore: “in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12). Se riponi in Lui la tua fede, tutti i tuoi peccati ti saranno perdonati: “poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui non sarà svergognato»” (Romani 10:9-11).
Il sangue privo di peccato di Cristo è in grado di rimuovere la colpevolezza e la maledizione del peccato. La Sua vita perfetta, priva di peccato, viene donata a coloro che credono in Lui. Quando i cristiani appariranno davanti a Dio nel giorno del giudizio, essi saranno rivestiti della perfetta giustizia di Cristo. I credenti possono accedere al paradiso solo per i meriti di Gesù Cristo. Quando Gesù Cristo risorse dai morti il terzo giorno, questo fu la prova che il Suo sacrificio era stato accolto da Dio Padre. Cristo risorse vittorioso sul peccato, sulla colpa, sulla morte e sull’inferno per chiunque ripone in Lui la sua fiducia. Dopo la Sua risurrezione Cristo, come Mediatore fra Dio e l’uomo, fu fatto Re e Signore di ogni cosa sia in cielo che sulla terra. “Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore” (Atti 3:19).
Se desideri discutere il contenuto di questo saggio o sei interessato ad uno studio biblico, scrivi, per favore, all’indirizzo qui indicato.
Brian Schwertley
Tutte le citazioni bibliche sono tratte dalla versione “Nuova Diodati”, ediz. La buona Novella, Brindisi, 1991
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Siamo oggi sottoposti, in ogni ambiente, ad un intenso battage teso a far si che la nostra società e chiese accettino ed approvino l’omosessualità come uno stile di vita legittimo e rispettabile, una “preferenza” sessuale al pari di ogni altra. Coloro che, su base morale e religiosa, vi si oppongono, vengono di solito dipinti come ignoranti bigotti e razzisti, degli “omofobi”, portatori di pregiudizi superati, che solo dovrebbero “finalmente tacere”.
E’ vero che alcuni odiano gli omosessuali e che persino ne organizzano “pestaggi” sistematici. Un tale comportamento non è in alcun modo giustificabile. Il vero cristiano non deve odiare l’omosessuale, ma deve trattarlo secondo i comandamenti di Dio (1 Giovanni 5:3): non è ammissibile la calunnia, la derisione, la violenza e l’odio né verso l’omosessuale, né verso chiunque altro. I cristiani dovrebbero proteggere gli omosessuali da attacchi personali.
Sebbene il cristiano abbia il dovere di trattare l’omosessuale come ogni altra persona, secondo i comandamenti di Dio, egli deve amarlo essendo con lui biblicamente onesto. L’atteggiamento di una persona verso l’omosessualità non deve essere modellato dalla cultura contemporanea, mutevole e pagana, ma secondo l’ispirata ed infallibile rivelazione di Dio, la Bibbia. La Bibbia offre speranza all’omosessuale perché gli dice la verità e gli proclama il perdono dei peccati attraverso Gesù Cristo.
L’istituzione creazionale del matrimonio
Per comprendere rettamente la sessualità umana bisogna risalire ai primordi dell’umanità. Nel principio Dio crea un uomo (Adamo) ed una donna (Eva). Dio non crea due uomini (ad es. Adamo e Gianfilippo), o due donne (ad es. Eva e Yvette) . Iddio prima crea Adamo dalla polvere della terra, poi crea Eva dalla costola di Adamo. Eva viene creata per essere la moglie di Adamo. La Bibbia afferma che erano nudi e che non ne avevano vergogna. La creazione di un uomo e di una donna per essere marito e moglie è il modello o paradigma di base di ogni rapporto sessuale approvato da Dio, normale, morale e benedetto. “L’unione matrimoniale è istituita da Dio stesso, e il suo sacro recinto non deve essere contaminato dall’intrusione di una terza parte, dell’uno o dell’altro sesso” (F. F. Bruce).
Gesù Cristo cita Genesi 2:24 come chiara prova che la poligamia (avere più di una moglie) e il divorzio (eccetto che nel caso di adulterio) sono condannati da Dio (Matteo 19:5). L’apostolo Paolo, scrivendo sotto ispirazione dello Spirito Santo, dice che vi può essere una sola e legittima espressione dell’impulso sessuale, cioè il matrimonio (1 Corinzi 7:2). Il matrimonio monogamo ed eterosessuale è il solo contesto in cui si può far del sesso senza peccato e senza sensi di colpa. “Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti e il letto coniugale sia incontaminato, poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri” (Ebrei 13:4). Qualunque altra cosa che sia contraria all’istituzione creazionale del matrimonio fra un uomo ed una donna, è inaccettabile davanti a Dio, e quindi peccaminoso. La Bibbia condanna ogni attività sessuale al di fuori del matrimonio monogamo ed eterosessuale: l’omosessualità, i rapporti sessuali prima del matrimonio, la poligamia, l’adulterio, la bestialità, e così via. “Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perché per queste cose viene l'ira di Dio sui figli della disubbidienza” (Efesini 5:6).
La legge di Dio
La legge morale di Dio condanna l’omosessualità di qualsiasi tipo: “Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna: è cosa abominevole. ...Se uno ha relazioni carnali con un uomo come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; saranno certamente messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro" (Levitino 18:22; 20:13). Gli apologeti in favore dell’omosessualità cercano di eludere le affermazioni chiare e non ambigue della legge di Dio torcendo la Scrittura con sofismi e varie giustificazioni.
Alcuni sostengono che la legge di Dio certo condanna l’omosessualità, ma insegnano che quello che normalmente viene considerato legge di Dio, in realtà non sia altro che testimonianza di antiche usanze israelite e pregiudizi. Negano l’origine mosaica della legge e sono relativisti quanto all’etica. Le loro argomentazioni devono essere respinte perché sia Cristo che gli apostoli di fatto accettavano l’autorità divina, infallibilità, ed assoluta autorità dell’Antico Testamento (Matteo 22:é39,40; Giovanni 10:35; 2 Timoteo 3:16,17). Se si respinge la legge di Dio affermando trattarsi soltanto di idee umane dell’antico Israele, non si può nemmeno ragionevolmente accogliere Cristo come proprio Salvatore. Allora o si afferma che Gesù avesse idee errate sulla legge di Dio, o che Lui non fosse che un bugiardo. Non ci si inganni, però, Gesù Cristo è Dio (Giovanni 1:1; 8:58,59): Egli non può sbagliarsi o mentire (Numeri 23:19).
Altri insegnano che le leggi che condannano l’omosessualità erano intese solo per la nazione di Israele, e che la legge dell’Antico Testamento, con l’avvento di Cristo, sia superata. Quest’idea riscuote una certa popolarità fra coloro che affermano essere “omosessuali evangelici”. Quest’idea è del tutto non biblica. Quando il Nuovo Testamento afferma che i cristiani sono morti alla legge, esso intende che Cristo ha adempiuto alla legge (il patto d’opere) per il credente, e rimossa la maledizione della legge attraverso la Sua morte sacrificale. I cristiani che si uniscono a Gesù Cristo nella Sua vita perfetta e priva di peccato, come pure alla Sua morte sacrificale, sono risorti con Cristo e posti in grado dallo Spirito Santo, di vivere per Dio. Paolo dice che: “la legge è certamente santa, e il comandamento santo, giusto e buono” (Ro. 7:12). Cristo non ha abolito la legge morale: ha ubbidito ad essa perfettamente in favore ed al posto del peccatore. Egli è morto per togliere la colpevolezza dovuta al peccato, ed Egli manda al credente lo Spirito Santo proprio affinché abbiano la capacità di ubbidire alla legge di Dio. Se Cristo ci avesse liberato dalla legge morale, come afferma l’apologeta omosessuale, allora non ci sarebbe stato bisogno che Lui morisse: se non c’è più legge, non c’è più nemmeno il peccato e la colpevolezza. Le uniche leggi che non sono più per noi vincolanti, sono quelle specificatamente legate alla terra di Israele e le leggi cerimoniali. Le leggi cerimoniali prefiguravano Gesù Cristo e la Sua opera con tipologie e figure. La legge morale di Dio e le leggi casistiche fondate sulla legge morale, sono ancora in vigore. La legge di Dio è fondata sulla Sua stessa natura e carattere: essa è quindi assoluta, immutabile, ed eterna.
E’ ovvio che la proibizione contro l’omosessualità non abbia nulla a che fare con il sistema sacrificale: chiaramente non sono di natura cerimoniale. Inoltre, se le leggi contro l’omosessualità fossero state intese solo per la nazione di Israele, allora perché l’omosessualità viene condannata in Sodomia, ben 400 anni prima che esistesse la nazione di Israele? “Proprio come Sodoma e Gomorra e le città vicine, che come loro si erano abbandonate alla fornicazione e si erano date a perversioni sessuali contro natura, sono state poste davanti come esempio, subendo la pena di un fuoco eterno…” (Giuda 7). Sebbene Sodomia fosse generalmente caratterizzata dalla malvagità, Genesi 19 presenta l’omosessualità come l’ultimo stadio della degenerazione. Gli uomini di Sodomia desideravano avere rapporti sessuali con gli ospiti di Lot ed erano pronti a violentarli, se necessario. Dio operò la distruzione totale di Sodoma e Gomorra. Sonora non fu distrutta solo perché gli abitanti di Sodoma si erano manifestati inospitali, come alcuni sostengono. Il solo fatto di non essere ospitali non spiegherebbe il giudizio totale di Dio. Dio distrusse totalmente la città, e solo Lot e la sua famiglia ne furono risparmiati.
Alcuni apologeti omosessuali sostengono che la legge di Dio condannasse solo la prostituzione cultuale maschile. Essi sostengono che l’omosessualità moderna non abbia nulla a che fare con l’omosessualità idolatra e pagana ed i riti della fertilità praticata in tempi antichi. Iddio condanna specificatamente la prostituzione maschile ed i riti di fertilità associati con essa; Deuteronomio 23:17,18 si applica certamente alla prostituzione cultuale. Però, Levitino 18:22 e 20:13 non menziona affatto la prostituzione cultuale: “Se uno ha relazioni carnali con un uomo come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; saranno certamente messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro” (Levitino 20:13).
Il tentativo di legare ogni proibizione biblica dell’omosessualità soltanto al fenomeno dell’antica prostituzione cultuale rivela un ovvio pregiudizio pro omosessualità da parte di questi interpreti. Essi forzano il testo biblico tanto da farlo adattare allo stampo pro omosessuale. Sono disonesti con le chiare intenzioni del testo biblico. Essi guardano alla legge di Dio attraverso gli occhiali deformanti dei loro presupposti favorevoli all’omosessualità. Non è lecito condensare tre proibizioni distinte (Levitico 18:22; 20:13; Deuteronomio 23:17,18) come se si trattasse solo di una. Gli interpreti pro omosessualità lo sanno, ma a loro non importa, perché non sono interessati alla verità, ma solo a giustificare il loro comportamento perverso e malvagio. Inoltre, la loro stessa interpretazione potrebbe essere usata per giustificare pure i rapporti sessuali con capre e pecore, perché anche la bestialità faceva parte degli antichi riti della fertilità. Non fatevi illusioni: Iddio è contro l’omosessualità in ogni sua forma, sia cultuale che personale.
Le argomentazioni in favore dell’omosessualità non sono altro che pietose scuse per giustificare un comportamento che Dio odia e che chiaramente condanna: “Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:9,10). L’omosessualità era condannata da Dio secoli prima che venisse promulgata la legge (ad es. Genesi 19). Essa è esplicitamente condannata dalla legge di Dio (Levitico 18:22; 20:13). Come inoltre mostreremo, essa è chiaramente condannata nel Nuovo Testamento dall’apostolo Paolo.
Il Nuovo Testamento
Il Nuovo Testamento concorda con la condanna che l’Antico Testamento fa dell’omosessualità, e la conferma. Potrebbe forse un altro brano meglio esprimere la condanna dell’omosessualità che ciò che Paolo scrive nel primo capitolo di Romani? “Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da vituperare i loro corpi tra loro stessi. Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore che è benedetto in eterno. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti ... Or essi, pur avendo riconosciuto il decreto di Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le fanno, ma approvano anche coloro che le commettono” (Romani 1:24-28,32).
Gli apologeti del comportamento omosessuale, tentano di aggirare Romani 1, affermando che Paolo qui condanna solo la concupiscenza omosessuale e la promiscuità, non relazioni omosessuali monogame ed amorevoli. Il problema di questa interpretazione pro omosessualità è che Paolo, in questo testo, non dà la benché minima indicazione di quest’idea. Questa idea deve essere imposta al testo perché chiaramente non vi è presente. Paolo era un esperto di intricati problemi etici. La sua condanna copre ogni forma di comportamento omosessuale: promiscuo, monogamo, o altrimenti. Se l’omosessualità fosse accettabile solo a certe condizioni, allora lo potrebbe anche essere la menzogna, l’omicidio, la calunnia, ed altri peccati elencati da Paolo. Sarebbero pronti gli apologeti omosessuali a sostenere che anche fare sesso con capre e pecore è permesso se il rapporto è amorevole e monogamo?
Altri apologeti dicono che qui Paolo si riferiva solo alla prostituzione cultuale greca. Il testo, però, non dice nulla sulla prostituzione omosessuale greca. Paolo concentra la sua attenzione qui su ciò che avviene quando si respinge Dio da tutti i nostri pensieri per adorare degli idoli. Paolo qui discute di comportamento morale personale. Quando si abbandona Dio, il nostro comportamento personale diventa perverso. Se qui Paolo avesse condannato solo la prostituzione cultuale greca, perché allora la Chiesa primitiva condannava tutte le forme di omosessualità? Come mai ogni ramo della Chiesa cristiana ed ogni denominazione ha sempre condannato ogni forma di omosessualità per quasi 2000 anni? E’ stato solo dagli anni 70 del XX secolo che l’omosessualità ha cominciato a ricevere accoglienza nella società. Non è un caso che proprio quelle chiese che hanno cambiato la loro posizione sull’omosessualità siano le stesse chiese liberali che respingono l’autorità divina della Scrittura. Se Cristo e gli apostoli accettavano l’omosessualità monogama, perché allora la Chiesa apostolica l’aveva universalmente condannata?
La teoria della pederastia
Il tentativo più abile di ripudiare la condanna che Paolo fa dell’omosessualità, è la teoria della pederastia. Questa concezione afferma che Paolo, seguendo la cultura greca, condannasse solo lo sfruttamento sessuale ed emotivo dei giovanetti da parte degli uomini. Questa concezione presuppone che Paolo sia solo un prodotto della cultura greca pagana del suo tempo. La Bibbia, però, insegna chiaramente che Paolo scriveva sotto la direzione soprannaturale dello Spirito Santo (2 Pietro 3:15,16). Per comprendere la concezione del mondo di Paolo, non bisogna guardare alla Grecia pagana o a Roma, ma all’Antico Testamento, all’insegnamento di Gesù Cristo e degli altri apostoli. La condanna che Paolo fa dell’omosessualità è del tutto coerente con la legge di Dio rivelata a Mosè, e ne è continuazione. La pederastia è sbagliata ed è condannata da Dio, proprio perché è una forma, o un aspetto, dell’omosessualità. Essa è pure peccaminosa e cattiva perché è una forma di attività sessuale al di fuori del matrimonio legittimo, monogamo ed eterosessuale. L’omosessualità è sbagliata, non importa quale sia l’età dei partecipanti. L’idea che una volta che due maschi raggiungano l’età di 18 anni, Dio approvi che essi facciano sesso anale o orale, è assurda. Paolo condannava questi comportamenti folli e malvagi molto tempo fa: “noi sappiamo che la legge è buona, se uno la usa legittimamente; sapendo questo, che la legge non è stata istituita per il giusto, ma per gli empi e i ribelli, per i malvagi e i peccatori, per gli scellerati e i profani, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, per i fornicatori, per gli omosessuali, per i rapitori, per i falsi, per gli spergiuri, e per qualsiasi altra cosa contraria alla sana dottrina” (1 Timoteo 1:8-10).
Atto ed orientamento
Qualsiasi discussione sull’omosessualità sarebbe incompleta senza discutere la questione della differenza fra atto ed orientamento. Molti omosessuali dicono: “Io sono nato omosessuale – Dio mi ha fatto così. quindi, i miei pensieri, desideri, e stile di vita, non dovrebbero essere condannati”. Se vi sono delle persone che nascono con una predisposizione verso il comportamento omosessuale, forse che questo rende i loro desideri e comportamenti omosessuali accettabili per Dio? Assolutamente no!
La dottrina biblica sul peccato originale insegna che tutti nascono con una natura o disposizione peccaminosa. Il primo uomo, Adamo, era, davanti a Dio, il capo e rappresentante dell’intera razza umana. Quando Adamo peccò, la colpevolezza e la contaminazione del peccato passò all’intera razza umana (Romani 5:12,17,19). Ogni persona (eccetto Gesù Cristo, concepito dallo Spirito Santo) nasce con una natura peccaminosa. E’ sbagliato dire: “Dio mi ha reso omosessuale (o bugiardo, o omicida)”, perché il peccato non ha preso origine da Dio, ma dall’uomo (cioè dal nostro progenitore Adamo).
Il fatto che ogni essere umano nasca con un orientamento (o propensione) verso il peccato, non giustifica desideri o comportamenti peccaminosi. La Bibbia dice che tutti nascono bugiardi (Salmo 58:3), eppure la Bibbia dice che la menzogna è un peccato (Esodo 20:16; Deuteronomio 5:20). Inoltre essa dice che i bugiardi non entreranno nel regno di Dio (Apocalisse 21:27). Se vi sono alcuni che nascono con la tendenza a rubare, ad essere omosessuale, omicida, sadomasochista o alla bestialità, alla mutilazione, ecc. questo non giustifica il loro comportamento peccaminoso. L’argomentazione che la tendenza all’omosessualità la renda in qualche modo accettabile a Dio, potrebbe essere usata per giustificare ogni comportamento peccaminoso. Questo ragionamento distrugge la responsabilità personale, priva di significato la stessa legge di Dio, e non necessaria l’opera salvifica di Gesù Cristo. Tutti dovranno rendere conto di sé stessi a Dio per ogni loro pensiero, parola ed azione, indipendentemente dal loro “orientamento” di fondo. Accusare Dio di avere impresso in noi una certa tendenza e che per questo sia inevitabile, potrà forse far sentire meglio qualche omosessuale, ma non reggerà di fronte al giudizio di Dio, quando tutti gli omosessuali impenitenti saranno gettati all’inferno (1 Corinzi 6:9-10; Apocalisse 21:27). La Bibbia, inoltre, insegna che le creature umane non possono accusare Dio dei loro comportamenti peccaminosi, perché Dio non tenta l’uomo. E’ dalle proprie passioni che uomini e donne vengono sospinti qui e là: “Nessuno, quando è tentato dica: «Io sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno. Ciascuno invece è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza. Poi quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte” (Giacomo 1:13-15).
Alcuni sostengono che, ad essere immorali, siano gli atti omosessuali, e non i sentimenti o desideri che sono innati, quindi inevitabili, quindi non peccaminosi. Certo, la Bibbia insegna che essere tentati non è peccato (Cristo fu tentato, eppure non commise peccato, Ebrei 2:18). Ciò che è peccato è quando una persona coltiva ciò a cui è tentata, fantastica e fa piani su come realizzare quel comportamento peccaminoso. La Bibbia chiaramente insegna che peccato non è solo commettere di fatto ciò che Dio proibisce, ma pure avere desideri e pensieri immorali.
Gesù Cristo proibisce il solo bramare rapporti sessuali eterosessuali illeciti in Matteo 5:27-29. Gesù dice che quando un uomo guarda una donna desiderandola, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore (Matteo 5:28). L’idea di condannare solo l’atto esteriore, ma non la bramosia interiore, era una dottrina dei Farisei che Cristo condanna fermamente (Matteo 5:21,22; 15:19,20). L’apostolo Paolo condanna i desideri cattivi e le fantasie empie: “Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avidità, che è idolatria” (Colossesi 3:5). Paolo dice che i cristiani devono santificare (rendere santi) i loro stessi pensieri (Filippesi 4:8). Giacomo dice che se i desideri non vengono controllati, il peccato ne conseguirà (Giacomo 4:1). I desideri illeciti di carattere omosessuale sono condannati in Romani 1:24,26,27. Il profeta Isaia dice: “Lasci l'empio la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all'Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro DIO che perdona largamente” (Isaia 55:7), intendendo che il ravvedimento implica anche i pensieri. Dato che la Bibbia condanna i desideri illeciti insieme agli atti illeciti, non può esistere alcun “omosessuale cristiano” come non può esistere un omicida cristiano o un ladro cristiano. Quando un omosessuale diventa cristiano, questi deve combattere nella sua vita sia i pensieri che gli atti omosessuali, e liberarsene. A volte potrà anche essere tentato, ma si rifiuterà di fantasticare e di commettere tali atti abominevoli. “Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose” (Filippesi 4:8). “…queste cose avvennero come esempi per noi, affinché non desideriamo cose malvagie come essi fecero” (1 Corinzi 10:6).
Conclusione
La condanna che la Bibbia fa dell’omosessualità è molto chiara e molto forte. Dio dice che l’omosessualità è “un’abominazione”, cioè cosa che Dio odia, aborre e intensamente detesta. L’Antico Testamento insegna che coloro che commettono il crimine dell’omosessualità dovrebbero essere messi a morte (Le. 18:22, 20:14). Il Nuovo Testamento è in pieno accordo, e Paolo dice che il comportamento omosessuale è “degno di morte” (Romani 1:32). Non si tratta di un’opinione umana, ma del chiaro insegnamento della Parola di Dio.
Coloro che affermano la necessità di essere compassionevoli verso gli omosessuali giustificando ed approvando il loro comportamento perverso, sono dei bugiardi e dei falsi maestri. Il loro tentativo di re-interpretare la Bibbia per far si che essa accetti l’omosessualità, non è niente di più che le scuse pietose di coloro che non intendono ravvedersi. Non fanno altro che portare gli omosessuali sulla via spaziosa che conduce alla perdizione (Matteo 7:13). Sono loro i veri nemici della comunità omosessuale.
La tua sola speranza è accogliere ciò che Dio dice al riguardo del tuo comportamento peccaminoso. Se vuoi ravvederti dai tuoi peccati e credere in Gesù Cristo, devi prima essere persuaso che il tuo comportamento è sbagliato, perverso e meritevole di condanna. Dopo aver detto che gli omosessuali saranno esclusi dal regno di Dio, Paolo dice: “Or tali eravate già alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù e mediante lo Spirito del nostro Dio” (1 Corinzi 6:11). Nella chiesa di Corinto, perciò c’erano pure omosessuali che avevano abbandonato il loro precedente stile di vita essendo stati liberati dal loro peccato. Essi se ne erano ravveduti ed avevano creduto a Gesù Cristo.
Gesù Cristo, come viene presentato dalle Scritture, è la sola speranza del peccatore: “in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12). Se riponi in Lui la tua fede, tutti i tuoi peccati ti saranno perdonati: “poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui non sarà svergognato»” (Romani 10:9-11).
Il sangue privo di peccato di Cristo è in grado di rimuovere la colpevolezza e la maledizione del peccato. La Sua vita perfetta, priva di peccato, viene donata a coloro che credono in Lui. Quando i cristiani appariranno davanti a Dio nel giorno del giudizio, essi saranno rivestiti della perfetta giustizia di Cristo. I credenti possono accedere al paradiso solo per i meriti di Gesù Cristo. Quando Gesù Cristo risorse dai morti il terzo giorno, questo fu la prova che il Suo sacrificio era stato accolto da Dio Padre. Cristo risorse vittorioso sul peccato, sulla colpa, sulla morte e sull’inferno per chiunque ripone in Lui la sua fiducia. Dopo la Sua risurrezione Cristo, come Mediatore fra Dio e l’uomo, fu fatto Re e Signore di ogni cosa sia in cielo che sulla terra. “Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore” (Atti 3:19).
Se desideri discutere il contenuto di questo saggio o sei interessato ad uno studio biblico, scrivi, per favore, all’indirizzo qui indicato.
Brian Schwertley
Tutte le citazioni bibliche sono tratte dalla versione “Nuova Diodati”, ediz. La buona Novella, Brindisi, 1991
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LA BIBBIA E L'OMOSESSUALITA'
LA BIBBIA E L'OMOSESSUALITA'
E riguardo al vestirsi da donna, e ai transessuali?
"La donna non si vestirà da uomo, e l'uomo non si vestirà da donna poiché il Signore, il tuo Dio, detesta chiunque fa tali cose" (Deut. 22:5).
Cosa dice la Bibbia circa l'omosessualità?
"Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio" (1 Corinzi 6:9-10, cf. Lev. 18:22).
"Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento" (Romani 1:26-27).
Gesù offre però la possibilità, a chiunque vuole, di ricevere perdono e liberazione:
"E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio" (1 Corinzi 6:11).
"Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati" (Atti 3:19).
Il modello stabilito da Dio
Ai primordi dell’umanità, Dio crea un uomo ed una donna. Non crea due uomini, o due donne. La creazione di un uomo e di una donna per essere marito e moglie è il modello o paradigma di base di ogni rapporto approvato da Dio e secondo natura.
Gesù stesso cita questo modello (Genesi 2:24) quando spiega che poligamia e divorzio sono condannati da Dio, poiché Egli disapprova i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio monogamo ed eterosessuale - quindi anche i rapporti omosessuali, l’adulterio, e così via.
Nell'Antico Testamento, Dio dice al suo popolo: “Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna” (Lev. 18:22).
Il Nuovo Testamento conferma: “Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento” (Romani 1:24-28).
Un passo particolarmente esplicito è 1 Corinzi 6:10: “Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio.”
Quanto è meraviglioso constatare però che il verso che segue subito dopo, mette in evidenza la possibilità e la grazia che è offerta a chiunque chiede al Signore di cambiare la propria vita. Il verso 11 continua: “E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo...”
http://camcris.altervista.org/omoses.html
E riguardo al vestirsi da donna, e ai transessuali?
"La donna non si vestirà da uomo, e l'uomo non si vestirà da donna poiché il Signore, il tuo Dio, detesta chiunque fa tali cose" (Deut. 22:5).
Cosa dice la Bibbia circa l'omosessualità?
"Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio" (1 Corinzi 6:9-10, cf. Lev. 18:22).
"Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento" (Romani 1:26-27).
Gesù offre però la possibilità, a chiunque vuole, di ricevere perdono e liberazione:
"E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio" (1 Corinzi 6:11).
"Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati" (Atti 3:19).
Il modello stabilito da Dio
Ai primordi dell’umanità, Dio crea un uomo ed una donna. Non crea due uomini, o due donne. La creazione di un uomo e di una donna per essere marito e moglie è il modello o paradigma di base di ogni rapporto approvato da Dio e secondo natura.
Gesù stesso cita questo modello (Genesi 2:24) quando spiega che poligamia e divorzio sono condannati da Dio, poiché Egli disapprova i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio monogamo ed eterosessuale - quindi anche i rapporti omosessuali, l’adulterio, e così via.
Nell'Antico Testamento, Dio dice al suo popolo: “Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna” (Lev. 18:22).
Il Nuovo Testamento conferma: “Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento” (Romani 1:24-28).
Un passo particolarmente esplicito è 1 Corinzi 6:10: “Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio.”
Quanto è meraviglioso constatare però che il verso che segue subito dopo, mette in evidenza la possibilità e la grazia che è offerta a chiunque chiede al Signore di cambiare la propria vita. Il verso 11 continua: “E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo...”
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LA BIBBIA INSEGNA LA MODESTIA NEL VESTIRSI
LA BIBBIA INSEGNA LA MODESTIA NEL VESTIRSI
Cosa dice la Bibbia circa l'erotismo e la pornografia (riviste, internet, calendari, film, teatro, spettacoli) ?
Gesù disse:
"Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore" (Matteo 5:28).
"Se il tuo occhio ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; meglio è per te entrare nella vita con un occhio solo, che aver due occhi ed essere gettato nella geenna del fuoco" (Matteo 18:9).
"La lampada del corpo è l'occhio. Se dunque il tuo occhio è limpido, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre, quanto grandi saranno le tenebre!" (Matteo 6:22-23).
"Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono le cose che contaminano l'uomo" (Matteo 15:19-20).
"Ognuno è tentato dalla propria concupiscenza [cioè il desiderio illecito, soprattutto quello carnale, ndr] che lo attrae e lo seduce. Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte" (Giacomo 1:14-15).
E riguardo al vestirsi in modo provocante?
"Similmente le donne si vestano in modo decoroso, con verecondia e modestia e non di trecce o d'oro, o di perle o di abiti costosi, ma di buone opere, come conviene a donne che fanno professione di pietà" (1 Timoteo 2:9-10).
"Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti affinché, anche se ve ne sono alcuni che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati senza parola dalla condotta delle loro mogli, quando vedranno la vostra casta condotta accompagnata da timore. Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d'oro o indossare belle vesti ma l'essere nascosto nel cuore con un'incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio" (1 Pietro 3:1-5).
Ma queste cose ormai sono considerate normali nel mondo, non possono essere sbagliate...
Gesù disse: "Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui. Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno" (1 Giovanni 2:16-17).
"Tutto il mondo giace nel maligno" (1 Giovanni 5:19).
"In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge [di Dio] passerà" (Matteo 5:18).
Dei credenti, la Bibbia dice: "Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell'aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d'ira, come anche gli altri" (Efesini 2:1-3).
"Non conformatevi alle concupiscenze del tempo passato, quando eravate nell'ignoranza, ma come Colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: Siate santi, perché Io sono santo.
... E se invocate come Padre colui che senza favoritismi di persona giudica secondo l'opera di ciascuno, conducetevi con timore per tutto il tempo del vostro pellegrinaggio, sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia" (1 Pietro 1:14-16,17-19).
http://camcris.altervista.org/sessualita.html
Cosa dice la Bibbia circa l'erotismo e la pornografia (riviste, internet, calendari, film, teatro, spettacoli) ?
Gesù disse:
"Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore" (Matteo 5:28).
"Se il tuo occhio ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; meglio è per te entrare nella vita con un occhio solo, che aver due occhi ed essere gettato nella geenna del fuoco" (Matteo 18:9).
"La lampada del corpo è l'occhio. Se dunque il tuo occhio è limpido, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre, quanto grandi saranno le tenebre!" (Matteo 6:22-23).
"Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono le cose che contaminano l'uomo" (Matteo 15:19-20).
"Ognuno è tentato dalla propria concupiscenza [cioè il desiderio illecito, soprattutto quello carnale, ndr] che lo attrae e lo seduce. Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte" (Giacomo 1:14-15).
E riguardo al vestirsi in modo provocante?
"Similmente le donne si vestano in modo decoroso, con verecondia e modestia e non di trecce o d'oro, o di perle o di abiti costosi, ma di buone opere, come conviene a donne che fanno professione di pietà" (1 Timoteo 2:9-10).
"Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti affinché, anche se ve ne sono alcuni che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati senza parola dalla condotta delle loro mogli, quando vedranno la vostra casta condotta accompagnata da timore. Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d'oro o indossare belle vesti ma l'essere nascosto nel cuore con un'incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio" (1 Pietro 3:1-5).
Ma queste cose ormai sono considerate normali nel mondo, non possono essere sbagliate...
Gesù disse: "Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui. Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno" (1 Giovanni 2:16-17).
"Tutto il mondo giace nel maligno" (1 Giovanni 5:19).
"In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge [di Dio] passerà" (Matteo 5:18).
Dei credenti, la Bibbia dice: "Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell'aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d'ira, come anche gli altri" (Efesini 2:1-3).
"Non conformatevi alle concupiscenze del tempo passato, quando eravate nell'ignoranza, ma come Colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: Siate santi, perché Io sono santo.
... E se invocate come Padre colui che senza favoritismi di persona giudica secondo l'opera di ciascuno, conducetevi con timore per tutto il tempo del vostro pellegrinaggio, sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia" (1 Pietro 1:14-16,17-19).
http://camcris.altervista.org/sessualita.html
LE DONNE CRISTIANE DEVONO COPRIRSI IL CAPO DURANTE LE FUNZIONI RELIGIOSE
LE DONNE CRISTIANE DEVONO COPRIRSI IL CAPO DURANTE LE FUNZIONI RELIGIOSE
I Corinzi : 11, 1-16
[1] Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
[2] Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse.
[3] Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio.
[4] Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo.
[5] Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata.
[6] Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra.
[7] L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo.
[8] E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo;
[9] né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo.
[10] Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli.
[11] Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo è senza la donna;
[12] come infatti la donna deriva dall'uomo, così l'uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio.
[13] Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto?
[14] Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l'uomo lasciarsi crescere i capelli,
[15] mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo.
[16] Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio.
http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM
LE DONNE CRISTIANE SI DEVONO VESTIRE CASTAMENTE
Timoteo I, 2:9
“Similmente desidero che le donne si adornino con veste convenevole, con modestia e sanità di mente,
non con forme d’intrecciature di capelli e oro o perle o abbigliamento molto costoso”
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/le-donne-cristiane-devono-coprirsi-il-capo-durante-le-funzioni-religiose
I Corinzi : 11, 1-16
[1] Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo.
[2] Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse.
[3] Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio.
[4] Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo.
[5] Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata.
[6] Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra.
[7] L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo.
[8] E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo;
[9] né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo.
[10] Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli.
[11] Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo è senza la donna;
[12] come infatti la donna deriva dall'uomo, così l'uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio.
[13] Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto?
[14] Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l'uomo lasciarsi crescere i capelli,
[15] mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo.
[16] Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio.
http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM
LE DONNE CRISTIANE SI DEVONO VESTIRE CASTAMENTE
Timoteo I, 2:9
“Similmente desidero che le donne si adornino con veste convenevole, con modestia e sanità di mente,
non con forme d’intrecciature di capelli e oro o perle o abbigliamento molto costoso”
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/le-donne-cristiane-devono-coprirsi-il-capo-durante-le-funzioni-religiose
STARE NUDI VOLONTARIAMNTE E' PECCATO!
STARE NUDI VOLONTARIAMNTE E' PECCATO!
Apocalisse: 3,18-Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco,
vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista.
Apocalisse: 16,15-Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi è vigilante e conserva le sue vesti per non andar nudo e lasciar vedere le sue vergogne.
Luca: 12, 35-36-Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese;
Bisogna vestire il nudo non solo per il freddo e il disagio, ma anche per il pudore;
Matteo: 25, 35-36-Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
IL VECCHIO TESTAMENTO VIETA IL NUDISMO
Levitico 18,6-23 « Nessuno si accosterà a una sua consanguinea, per scoprire la sua nudità. Io sono il Signore. Non scoprirai la nudità di tuo padre né la nudità di tua madre: è tua madre; non scoprirai la sua nudità. Non scoprirai la nudità di una moglie di tuo padre; è la nudità di tuo padre. Non scoprirai la nudità di tua sorella, figlia di tuo padre o figlia di tua madre, nata in casa o fuori; non scoprirai la loro nudità. Non scoprirai la nudità della figlia di tuo figlio o della figlia di tua figlia, perché è la tua propria nudità. Non scoprirai la nudità della figlia di una moglie di tuo padre, generata da tuo padre: è tua sorella, non scoprirai la sua nudità. Non scoprirai la nudità della sorella di tuo padre; è carne di tuo padre. Non scoprirai la nudità della sorella di tua madre, perché è carne di tua madre. Non scoprirai la nudità del fratello di tuo padre, avendo rapporti con sua moglie: è tua zia. Non scoprirai la nudità di tua nuora: è la moglie di tuo figlio; non scoprirai la sua nudità. Non scoprirai la nudità di tua cognata: è la nudità di tuo fratello. Non scoprirai la nudità di una donna e di sua figlia. Non prenderai la figlia di suo figlio né la figlia di sua figlia per scoprirne la nudità: sono parenti carnali. È un'infamia. Non prenderai in sposa la sorella di tua moglie, per non suscitare rivalità, scoprendo la sua nudità, mentre tua moglie è in vita. Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l'impurità mestruale. Non darai il tuo giaciglio alla moglie del tuo prossimo, rendendoti impuro con lei. Non consegnerai alcuno dei tuoi figli per farlo passare a Moloc e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono il Signore. Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. Non darai il tuo giaciglio a una bestia per contaminarti con essa; così nessuna donna si metterà con un animale per accoppiarsi: è una perversione. » (Levitico 18,6-23)
http://it.wikipedia.org/wiki/Sesso_nella_Bibbia
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/stare-nudi-volontariamnte-e-peccato
Apocalisse: 3,18-Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco,
vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista.
Apocalisse: 16,15-Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi è vigilante e conserva le sue vesti per non andar nudo e lasciar vedere le sue vergogne.
Luca: 12, 35-36-Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese;
Bisogna vestire il nudo non solo per il freddo e il disagio, ma anche per il pudore;
Matteo: 25, 35-36-Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
IL VECCHIO TESTAMENTO VIETA IL NUDISMO
Levitico 18,6-23 « Nessuno si accosterà a una sua consanguinea, per scoprire la sua nudità. Io sono il Signore. Non scoprirai la nudità di tuo padre né la nudità di tua madre: è tua madre; non scoprirai la sua nudità. Non scoprirai la nudità di una moglie di tuo padre; è la nudità di tuo padre. Non scoprirai la nudità di tua sorella, figlia di tuo padre o figlia di tua madre, nata in casa o fuori; non scoprirai la loro nudità. Non scoprirai la nudità della figlia di tuo figlio o della figlia di tua figlia, perché è la tua propria nudità. Non scoprirai la nudità della figlia di una moglie di tuo padre, generata da tuo padre: è tua sorella, non scoprirai la sua nudità. Non scoprirai la nudità della sorella di tuo padre; è carne di tuo padre. Non scoprirai la nudità della sorella di tua madre, perché è carne di tua madre. Non scoprirai la nudità del fratello di tuo padre, avendo rapporti con sua moglie: è tua zia. Non scoprirai la nudità di tua nuora: è la moglie di tuo figlio; non scoprirai la sua nudità. Non scoprirai la nudità di tua cognata: è la nudità di tuo fratello. Non scoprirai la nudità di una donna e di sua figlia. Non prenderai la figlia di suo figlio né la figlia di sua figlia per scoprirne la nudità: sono parenti carnali. È un'infamia. Non prenderai in sposa la sorella di tua moglie, per non suscitare rivalità, scoprendo la sua nudità, mentre tua moglie è in vita. Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l'impurità mestruale. Non darai il tuo giaciglio alla moglie del tuo prossimo, rendendoti impuro con lei. Non consegnerai alcuno dei tuoi figli per farlo passare a Moloc e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono il Signore. Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. Non darai il tuo giaciglio a una bestia per contaminarti con essa; così nessuna donna si metterà con un animale per accoppiarsi: è una perversione. » (Levitico 18,6-23)
http://it.wikipedia.org/wiki/Sesso_nella_Bibbia
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/
http://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/stare-nudi-volontariamnte-e-peccato
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mercoledì 14 aprile 2010
LA CASTA VITA CRISTIANA -1 LETTERA AI CORINZI: 7,1-40
EBREI CON GESU'
La celebrazione delle nozze di S.Giuseppe e la S.V.Maria
LA CASTA VITA CRISTIANA
1 LETTERA AI CORINZI: 7,1-40
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Riflessione di Simone Oren, esperto nelle Sacre Scritture
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
San Paolo in questo brano della sua prima lettera ai cristiani di Corinto,
risponde alla loro domanda riguardo le norme
cristiane sulla castità. Vediamo che San Paolo consiglia la castità,
restare celibi, rimanere vergini, come lui stesso è,
ma poi quando non si è idonei a tanta virtù,
San Paolo consiglia il matrimonio, anche ai vedovi,
ma categoricamente vieta il divorzio.
Parla anche dei matrimoni con non credenti, e come comportarsi.
In questo brano c'è un punto oscuro, che mette in imbarazzo; 7: 36-38
7-36-Se a causa della sua esuberanza un fidanzato si trova a disagio dinanzi alla fidanzata e pensa che dovrebbe sposarla,
ebbene la sposi! Non commette alcun peccato! 37Può darsi però che il giovane, senza subire alcuna costrizione,
mantenga fermamente la decisione di non sposarsi. In tal caso, se sa dominare la sua volontà e mantiene fermo
il proposito di non avere relazioni con la sua compagna, agisce rettamente se non la sposa.
38Così, chi si sposa fa bene ma chi non si sposa fa meglio.
(nota)
7,36-38- fidanzato: questa parola traduce un pronome del testo greco. Secondo alcuni indica il padre di una ragazza nubile,
secondo altri il fidanzato. Nel primo caso si ha quest'altra traduzione: Se un padre pensa di comportarsi in modo
sconveniente quando non dà in sposa sua figlia giunta all'età del matrimonio, non commette alcun peccato
se lascia che si sposi. Se però decide dentro di sé fermamente di non dare in matrimonio sua figlia e lo fa con tutta libertà,
non costretto da alcuna necessità, agisce rettamente. Insomma chi dà in matrimonio sua figlia fa bene, chi non la dà fa meglio.
Quind il padre o il fidanzato può decidere le sorti della fanciulla,
una cosa disumana, sicuramente è un errore di traduzione,
e non si tratta della vergine ma della verginità.
Ecco la versione cattolica 7:36-38
Se però qualcuno ritiene di non regolarsi convenientemente nei riguardi della sua vergine , qualora essa sia oltre il fiore dell'età,
e conviene che accada così, faccia ciò che vuole: non pecca. Si sposino pure!
Chi invece è fermamente deciso in cuor suo, non avendo nessuna necessità,
ma è arbitro della propria volontà, ed ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene.
In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio.
Se davvero si traduce così, è davvero ingiusto, nessun padre cristiano o fidanzato cristiano oggi si comporta così,
questo avveniva in passato, oggi le fanciulle cristiane sono libere di scegliere, se sposarsi o no, e sposano chi vogliono !
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
1 LETTERA AI CORINZI: 7,1-40
Matrimonio e verginità
71Rispondendo alla domanda che mi avete posto nella vostra lettera, io vi dico: è meglio per l'uomo non sposarsi; 2tuttavia, per non rischiare di cadere nell'immoralità, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito.
3L'uomo sappia donarsi alla propria moglie, e così pure la moglie si doni al proprio marito. 4La moglie non deve considerarsi padrona di se stessa: lei è del marito. E neppure il marito deve considerarsi padrone di se stesso: egli è della moglie. 5Non rifiutatevi l'un l'altro, a meno che non vi siate messi d'accordo di agire così per un tempo limitato, per dedicarvi alla preghiera. Ritornate però subito dopo a stare insieme, per evitare che Satana vi tenti facendo leva sui vostri istinti. 6Quel che vi sto dicendo è solo un suggerimento, non è un ordine. 7Io vorrei che tutti fossero celibi, come me; ma Dio dà a ognuno un dono particolare: agli uni dà questo dono, ad altri uno diverso.
8Ai celibi e alle vedove dico che sarebbe bene per essi continuare a essere soli, come lo sono io. 9Se però non possono dominare i loro istinti, contraggano matrimonio. È meglio sposarsi che ardere di desiderio.
Divorzio e matrimoni misti
10Agli sposati do quest'ordine, che non viene da me ma dal Signore: la moglie non si separi dal marito. 11Se si è già separata dal marito, non si risposi. Cerchi piuttosto di riconciliarsi con lui. E, d'altra parte, il marito non mandi via la moglie.
12Agli altri do un consiglio, e questo è un parere mio, non un ordine del Signore: se un cristiano ha una moglie che non è credente, e questa desidera continuare a vivere con lui, non la mandi via. 13E così pure la moglie cristiana non mandi via il marito che non è credente, se egli vuoi restare con lei. 14Il marito non credente infatti appartiene già al Signore per la sua unione con la moglie credente; e viceversa, la moglie non credente appartiene già al Signore per la sua unione con il marito credente. In caso contrario, voi dovreste rinnegare anche i vostri figli, mentre invece essi appartengono al Signore.
15Ma se uno dei due non è credente e vuole separarsi, lo faccia pure. In tal caso il credente, sia esso marito o moglie, non è vincolato. Dio infatti vi ha chiamati a vivere in pace. 16Infatti, se tu sei una moglie credente, come puoi essere sicura di salvare tuo marito che non crede? E se tu sei un marito credente, come puoi essere sicuro di salvare tua moglie che non crede?
Non cercate inutili cambiamenti
17A eccezione di questo caso, la direttiva che do in ogni comunità è questa: ognuno continui a vivere nella condizione che il Signore gli ha dato e nella quale si trovava quando Dio lo ha chiamato alla fede. 18Chi era circonciso quando Dio lo ha chiamato, non cerchi di far sparire il segno della sua circoncisione. Chi invece non era circonciso quando Dio lo ha chiamato, non si faccia circoncidere. 19Essere circoncisi o non esserlo, non conta nulla. Conta solo l'ubbidienza ai comandamenti di Dio. 20Ognuno rimanga nella condizione in cui si trovava quando Dio lo ha chiamato alla fede. 21Dio ti ha chiamato quando eri uno schiavo? Non fartene un problema. Ma se si presenta l'occasione di diventare libero, non rifiutarla. 22Infatti chi era schiavo quando il Signore lo ha chiamato alla fede, è già diventato un uomo libero al servizio del Signore. E viceversa, chi era un uomo libero quando il Signore lo ha chiamato alla fede, è diventato ora uno schiavo di Cristo. 23Siete stati riscattati a caro prezzo. Non ritornate a essere schiavi degli uomini. 24Fratelli, ciascuno rimanga dinanzi a Dio nella condizione in cui si trovava quando fu chiamato alla fede.
Le persone non sposate e le vedove
25Parliamo ora delle persone non sposate: non ho nessun comandamento del Signore per loro, ma vi do il mio parere: il parere di uno degno di fiducia, perché Dio ha avuto misericordia di me. 26Stiamo andando incontro a una difficile situazione. Per questo io ritengo opportuno che l'uomo rimanga nella condizione in cui si trova. 27Sei sposato? Non ti separare dalla moglie. Ancora non sei sposato? Non cercare moglie. 28Se però ti sposi non fai nulla di male. E se una ragazza si sposa non fa nulla di male. Certo quelli che si sposano avranno difficoltà a causa della famiglia, e io vorrei risparmiarvele.
29Fratelli, io vi dico questo: è poco il tempo che ci rimane. Perciò, da ora in poi, quelli che sono sposati vivano come se non lo fossero, 30quelli che piangono come se non fossero tristi, quelli che sono allegri come se non fossero nella gioia, quelli che comprano come se non possedessero nulla, 31e quelli che usano i beni di questo mondo come se non se ne servissero. Perché questo mondo, così com'è, non durerà più a lungo.
32Vorrei sapervi liberi da preoccupazioni. Infatti l'uomo non sposato si preoccupa di quel che riguarda il Signore e cerca di piacergli. 33Invece l'uomo sposato si preoccupa di quel che riguarda il mondo e cerca di piacere alla moglie. 34E così finisce con l'essere diviso nel suo modo di pensare e di agire. Allo stesso modo, una donna non sposata, sia essa adulta o ragazza, si preoccupa di quel che riguarda il Signore, perché desidera vivere interamente per lui. Invece la donna sposata si preoccupa di quel che riguarda questo mondo e di piacere al marito.
35Dico questo per il vostro bene: non per costringervi. Io desidero soltanto che voi viviate in modo conveniente completamente al servizio del Signore.
36Se a causa della sua esuberanza un fidanzato si trova a disagio dinanzi alla fidanzata e pensa che dovrebbe sposarla, ebbene la sposi! Non commette alcun peccato! 37Può darsi però che il giovane, senza subire alcuna costrizione, mantenga fermamente la decisione di non sposarsi. In tal caso, se sa dominare la sua volontà e mantiene fermo il proposito di non avere relazioni con la sua compagna, agisce rettamente se non la sposa. 38Così, chi si sposa fa bene ma chi non si sposa fa meglio.
39La moglie è legata al marito per tutto il tempo che egli vive. Se però egli muore, la moglie può passare a seconde nozze con chi vuole, purché sia un credente. 40Sarà però più felice se rimane così com'è.
Questo è il mio parere, e penso di avere anch'io lo Spirito di Dio.
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=1Corinzi&Capitolo=7
http://groups.google.com/group/ebreicongesu?hl=it
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Appendice
Purché sia nel Signore
Commento riguardo 1 Corinzi 7: 36-40
A cura di Paolo Castellina Riformista
7: 36 “Ma se uno crede far cosa indecorosa verso la propria figliola nubile se ella passi il fior dell'età, e se così bisogna fare, faccia quello che vuole; egli non pecca; la dia a marito. 37 Ma chi sta fermo in cuor suo, e non è obbligato da necessità ma è padrone della sua volontà e ha determinato in cuor suo di serbare vergine la sua figliola, fa bene. 38 Perciò, chi dà la sua figliola a marito fa bene, e chi non la dà a marito fa meglio. 39 La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di sposarsi con chi vuole, purché lo faccia nel Signore. 40 Tuttavia ella è più felice, a parer mio, se rimane com'è; e credo di avere anch'io lo Spirito di Dio” (1 Corinzi 7:36-40).
L'Apostolo termina questo lungo capitolo su matrimonio, celibato e ora vedovanza, con considerazioni e consigli indubbiamente legati agli usi, costumi e situazione del tempo. Per le figlie il tempo del matrimonio era fra i 12 ed i 20 anni (la vita media delle persone era molto più breve di ora) ed era normalmente responsabilità dei genitori disporre in questo senso per le figlie. Il matrimonio a seguito di innamoramento e come decisione dei diretti interessati è un approccio moderno alla questione. Normativo per noi, in questi testi (che espressamente comprendono, da parte dell'Apostolo, consigli e non comandamenti) è il procedimento secondo il quale il cristiano giunge a decisioni al riguardo della propria vita e quella dei propri cari (e del quale abbiamo già parlato in queste riflessioni). Ogni decisione non deve essere avventata, ma deve risultare da un'attenta riflessione che tenga conto delle indicazioni della Parola di Dio, della situazione e circostanze in cui ci si trova e delle persone coinvolte. Il cristiano saggiamente esamina, soppesa, valuta, riflette, tiene conto di ciò che, nella decisione, meglio dà gloria a Dio ed esprime fedeltà al Signore, secondo amore e giustizia, in una parola, ancora, con senso di responsabilità e facendosi carico dei rischi. Nel discorso che fa qui l'Apostolo è da sottolineare la serietà e permanenza dell'istituzione divina del matrimonio e della famiglia (questione di “vocazione” personale) come anche la dignità della scelta o contingenza del celibato/nubilato (che presuppone l'astensione o libertà dalla sessualità). Inoltre, indubbiamente normativo per un cristiano il fatto che il matrimonio debba essere sempre “nel Signore”, cioè fra un uomo ed una donna che condividono la fede nel Signore Gesù Cristo. Nel matrimonio un uomo ed una donna devono diventare “uno” in tutti i sensi, anche in quello spirituale. La comunione spirituale fra un uomo ed una donna non è accessoria (come se la fede fosse solo una “questione privata dell'individuo”) ma fondante, determinante. Il Signore Gesù è e deve essere il Signore di ogni aspetto della vita, di tutta la vita. La coppia cristiana prega insieme, medita e decide insieme sulla base della Parola del Signore, partecipa insieme alle attività della comunità cristiana. Una coppia che non condivida e pratichi la fede cristiana porta in sé stessa problemi e contraddizioni che prima o poi esploderanno; essa si trova in una “situazione pericolosa”. In una coppia “mista” c'è implicitamente “qualcosa che non va” e la questione “va risolta” il più presto possibile. Non che un matrimonio “nel Signore” sia sempre idilliaco, ma condivide i parametri normativi sulla base dei quali ogni situazione può e deve essere affrontata.
http://paolocastellina.pbworks.com/Purch%C3%A9-sia-nel-Signore
La celebrazione delle nozze di S.Giuseppe e la S.V.Maria
LA CASTA VITA CRISTIANA
1 LETTERA AI CORINZI: 7,1-40
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Riflessione di Simone Oren, esperto nelle Sacre Scritture
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San Paolo in questo brano della sua prima lettera ai cristiani di Corinto,
risponde alla loro domanda riguardo le norme
cristiane sulla castità. Vediamo che San Paolo consiglia la castità,
restare celibi, rimanere vergini, come lui stesso è,
ma poi quando non si è idonei a tanta virtù,
San Paolo consiglia il matrimonio, anche ai vedovi,
ma categoricamente vieta il divorzio.
Parla anche dei matrimoni con non credenti, e come comportarsi.
In questo brano c'è un punto oscuro, che mette in imbarazzo; 7: 36-38
7-36-Se a causa della sua esuberanza un fidanzato si trova a disagio dinanzi alla fidanzata e pensa che dovrebbe sposarla,
ebbene la sposi! Non commette alcun peccato! 37Può darsi però che il giovane, senza subire alcuna costrizione,
mantenga fermamente la decisione di non sposarsi. In tal caso, se sa dominare la sua volontà e mantiene fermo
il proposito di non avere relazioni con la sua compagna, agisce rettamente se non la sposa.
38Così, chi si sposa fa bene ma chi non si sposa fa meglio.
(nota)
7,36-38- fidanzato: questa parola traduce un pronome del testo greco. Secondo alcuni indica il padre di una ragazza nubile,
secondo altri il fidanzato. Nel primo caso si ha quest'altra traduzione: Se un padre pensa di comportarsi in modo
sconveniente quando non dà in sposa sua figlia giunta all'età del matrimonio, non commette alcun peccato
se lascia che si sposi. Se però decide dentro di sé fermamente di non dare in matrimonio sua figlia e lo fa con tutta libertà,
non costretto da alcuna necessità, agisce rettamente. Insomma chi dà in matrimonio sua figlia fa bene, chi non la dà fa meglio.
Quind il padre o il fidanzato può decidere le sorti della fanciulla,
una cosa disumana, sicuramente è un errore di traduzione,
e non si tratta della vergine ma della verginità.
Ecco la versione cattolica 7:36-38
Se però qualcuno ritiene di non regolarsi convenientemente nei riguardi della sua vergine , qualora essa sia oltre il fiore dell'età,
e conviene che accada così, faccia ciò che vuole: non pecca. Si sposino pure!
Chi invece è fermamente deciso in cuor suo, non avendo nessuna necessità,
ma è arbitro della propria volontà, ed ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene.
In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio.
Se davvero si traduce così, è davvero ingiusto, nessun padre cristiano o fidanzato cristiano oggi si comporta così,
questo avveniva in passato, oggi le fanciulle cristiane sono libere di scegliere, se sposarsi o no, e sposano chi vogliono !
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1 LETTERA AI CORINZI: 7,1-40
Matrimonio e verginità
71Rispondendo alla domanda che mi avete posto nella vostra lettera, io vi dico: è meglio per l'uomo non sposarsi; 2tuttavia, per non rischiare di cadere nell'immoralità, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito.
3L'uomo sappia donarsi alla propria moglie, e così pure la moglie si doni al proprio marito. 4La moglie non deve considerarsi padrona di se stessa: lei è del marito. E neppure il marito deve considerarsi padrone di se stesso: egli è della moglie. 5Non rifiutatevi l'un l'altro, a meno che non vi siate messi d'accordo di agire così per un tempo limitato, per dedicarvi alla preghiera. Ritornate però subito dopo a stare insieme, per evitare che Satana vi tenti facendo leva sui vostri istinti. 6Quel che vi sto dicendo è solo un suggerimento, non è un ordine. 7Io vorrei che tutti fossero celibi, come me; ma Dio dà a ognuno un dono particolare: agli uni dà questo dono, ad altri uno diverso.
8Ai celibi e alle vedove dico che sarebbe bene per essi continuare a essere soli, come lo sono io. 9Se però non possono dominare i loro istinti, contraggano matrimonio. È meglio sposarsi che ardere di desiderio.
Divorzio e matrimoni misti
10Agli sposati do quest'ordine, che non viene da me ma dal Signore: la moglie non si separi dal marito. 11Se si è già separata dal marito, non si risposi. Cerchi piuttosto di riconciliarsi con lui. E, d'altra parte, il marito non mandi via la moglie.
12Agli altri do un consiglio, e questo è un parere mio, non un ordine del Signore: se un cristiano ha una moglie che non è credente, e questa desidera continuare a vivere con lui, non la mandi via. 13E così pure la moglie cristiana non mandi via il marito che non è credente, se egli vuoi restare con lei. 14Il marito non credente infatti appartiene già al Signore per la sua unione con la moglie credente; e viceversa, la moglie non credente appartiene già al Signore per la sua unione con il marito credente. In caso contrario, voi dovreste rinnegare anche i vostri figli, mentre invece essi appartengono al Signore.
15Ma se uno dei due non è credente e vuole separarsi, lo faccia pure. In tal caso il credente, sia esso marito o moglie, non è vincolato. Dio infatti vi ha chiamati a vivere in pace. 16Infatti, se tu sei una moglie credente, come puoi essere sicura di salvare tuo marito che non crede? E se tu sei un marito credente, come puoi essere sicuro di salvare tua moglie che non crede?
Non cercate inutili cambiamenti
17A eccezione di questo caso, la direttiva che do in ogni comunità è questa: ognuno continui a vivere nella condizione che il Signore gli ha dato e nella quale si trovava quando Dio lo ha chiamato alla fede. 18Chi era circonciso quando Dio lo ha chiamato, non cerchi di far sparire il segno della sua circoncisione. Chi invece non era circonciso quando Dio lo ha chiamato, non si faccia circoncidere. 19Essere circoncisi o non esserlo, non conta nulla. Conta solo l'ubbidienza ai comandamenti di Dio. 20Ognuno rimanga nella condizione in cui si trovava quando Dio lo ha chiamato alla fede. 21Dio ti ha chiamato quando eri uno schiavo? Non fartene un problema. Ma se si presenta l'occasione di diventare libero, non rifiutarla. 22Infatti chi era schiavo quando il Signore lo ha chiamato alla fede, è già diventato un uomo libero al servizio del Signore. E viceversa, chi era un uomo libero quando il Signore lo ha chiamato alla fede, è diventato ora uno schiavo di Cristo. 23Siete stati riscattati a caro prezzo. Non ritornate a essere schiavi degli uomini. 24Fratelli, ciascuno rimanga dinanzi a Dio nella condizione in cui si trovava quando fu chiamato alla fede.
Le persone non sposate e le vedove
25Parliamo ora delle persone non sposate: non ho nessun comandamento del Signore per loro, ma vi do il mio parere: il parere di uno degno di fiducia, perché Dio ha avuto misericordia di me. 26Stiamo andando incontro a una difficile situazione. Per questo io ritengo opportuno che l'uomo rimanga nella condizione in cui si trova. 27Sei sposato? Non ti separare dalla moglie. Ancora non sei sposato? Non cercare moglie. 28Se però ti sposi non fai nulla di male. E se una ragazza si sposa non fa nulla di male. Certo quelli che si sposano avranno difficoltà a causa della famiglia, e io vorrei risparmiarvele.
29Fratelli, io vi dico questo: è poco il tempo che ci rimane. Perciò, da ora in poi, quelli che sono sposati vivano come se non lo fossero, 30quelli che piangono come se non fossero tristi, quelli che sono allegri come se non fossero nella gioia, quelli che comprano come se non possedessero nulla, 31e quelli che usano i beni di questo mondo come se non se ne servissero. Perché questo mondo, così com'è, non durerà più a lungo.
32Vorrei sapervi liberi da preoccupazioni. Infatti l'uomo non sposato si preoccupa di quel che riguarda il Signore e cerca di piacergli. 33Invece l'uomo sposato si preoccupa di quel che riguarda il mondo e cerca di piacere alla moglie. 34E così finisce con l'essere diviso nel suo modo di pensare e di agire. Allo stesso modo, una donna non sposata, sia essa adulta o ragazza, si preoccupa di quel che riguarda il Signore, perché desidera vivere interamente per lui. Invece la donna sposata si preoccupa di quel che riguarda questo mondo e di piacere al marito.
35Dico questo per il vostro bene: non per costringervi. Io desidero soltanto che voi viviate in modo conveniente completamente al servizio del Signore.
36Se a causa della sua esuberanza un fidanzato si trova a disagio dinanzi alla fidanzata e pensa che dovrebbe sposarla, ebbene la sposi! Non commette alcun peccato! 37Può darsi però che il giovane, senza subire alcuna costrizione, mantenga fermamente la decisione di non sposarsi. In tal caso, se sa dominare la sua volontà e mantiene fermo il proposito di non avere relazioni con la sua compagna, agisce rettamente se non la sposa. 38Così, chi si sposa fa bene ma chi non si sposa fa meglio.
39La moglie è legata al marito per tutto il tempo che egli vive. Se però egli muore, la moglie può passare a seconde nozze con chi vuole, purché sia un credente. 40Sarà però più felice se rimane così com'è.
Questo è il mio parere, e penso di avere anch'io lo Spirito di Dio.
http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia_int2.Ricerca?Libro=1Corinzi&Capitolo=7
http://groups.google.com/group/ebreicongesu?hl=it
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Appendice
Purché sia nel Signore
Commento riguardo 1 Corinzi 7: 36-40
A cura di Paolo Castellina Riformista
7: 36 “Ma se uno crede far cosa indecorosa verso la propria figliola nubile se ella passi il fior dell'età, e se così bisogna fare, faccia quello che vuole; egli non pecca; la dia a marito. 37 Ma chi sta fermo in cuor suo, e non è obbligato da necessità ma è padrone della sua volontà e ha determinato in cuor suo di serbare vergine la sua figliola, fa bene. 38 Perciò, chi dà la sua figliola a marito fa bene, e chi non la dà a marito fa meglio. 39 La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di sposarsi con chi vuole, purché lo faccia nel Signore. 40 Tuttavia ella è più felice, a parer mio, se rimane com'è; e credo di avere anch'io lo Spirito di Dio” (1 Corinzi 7:36-40).
L'Apostolo termina questo lungo capitolo su matrimonio, celibato e ora vedovanza, con considerazioni e consigli indubbiamente legati agli usi, costumi e situazione del tempo. Per le figlie il tempo del matrimonio era fra i 12 ed i 20 anni (la vita media delle persone era molto più breve di ora) ed era normalmente responsabilità dei genitori disporre in questo senso per le figlie. Il matrimonio a seguito di innamoramento e come decisione dei diretti interessati è un approccio moderno alla questione. Normativo per noi, in questi testi (che espressamente comprendono, da parte dell'Apostolo, consigli e non comandamenti) è il procedimento secondo il quale il cristiano giunge a decisioni al riguardo della propria vita e quella dei propri cari (e del quale abbiamo già parlato in queste riflessioni). Ogni decisione non deve essere avventata, ma deve risultare da un'attenta riflessione che tenga conto delle indicazioni della Parola di Dio, della situazione e circostanze in cui ci si trova e delle persone coinvolte. Il cristiano saggiamente esamina, soppesa, valuta, riflette, tiene conto di ciò che, nella decisione, meglio dà gloria a Dio ed esprime fedeltà al Signore, secondo amore e giustizia, in una parola, ancora, con senso di responsabilità e facendosi carico dei rischi. Nel discorso che fa qui l'Apostolo è da sottolineare la serietà e permanenza dell'istituzione divina del matrimonio e della famiglia (questione di “vocazione” personale) come anche la dignità della scelta o contingenza del celibato/nubilato (che presuppone l'astensione o libertà dalla sessualità). Inoltre, indubbiamente normativo per un cristiano il fatto che il matrimonio debba essere sempre “nel Signore”, cioè fra un uomo ed una donna che condividono la fede nel Signore Gesù Cristo. Nel matrimonio un uomo ed una donna devono diventare “uno” in tutti i sensi, anche in quello spirituale. La comunione spirituale fra un uomo ed una donna non è accessoria (come se la fede fosse solo una “questione privata dell'individuo”) ma fondante, determinante. Il Signore Gesù è e deve essere il Signore di ogni aspetto della vita, di tutta la vita. La coppia cristiana prega insieme, medita e decide insieme sulla base della Parola del Signore, partecipa insieme alle attività della comunità cristiana. Una coppia che non condivida e pratichi la fede cristiana porta in sé stessa problemi e contraddizioni che prima o poi esploderanno; essa si trova in una “situazione pericolosa”. In una coppia “mista” c'è implicitamente “qualcosa che non va” e la questione “va risolta” il più presto possibile. Non che un matrimonio “nel Signore” sia sempre idilliaco, ma condivide i parametri normativi sulla base dei quali ogni situazione può e deve essere affrontata.
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