Perché diciamo NO al matrimonio gay
Scritto da sr. Melissa
mercoledì 28 settembre 2005
“Spagna, SI ai matrimoni gay la legge approvata alle Cortes” (La Repubblica, 22/04/2005).
“La California approva il matrimonio gay” (Corriere della Sera, 07/09/2005).
Questi sono solo alcuni dei titoli che da giorni occupano le prime pagine dei giornali e che noi come cristiani non possiamo e non dobbiamo sottovalutare.
Alcune persone intorno a noi cercano di considerare l’argomento in base al periodo storico nel quale ci troviamo, altre cercano di capire se questa sia o meno una malattia curabile; c’è chi pensa che sia l’evoluzione della vecchia coppia mentre tanti altri nemmeno ci fanno caso considerando il fatto irrilevante e tutto sommato scontato:“I gay sono persone come le altre che devono avere i nostri stessi diritti”.
Ma il cristiano come vede la cosa?
A qualcuno può sembrare strano, ma la Bibbia parla anche di un argomento così attuale e non solo nel Nuovo Testamento, ma già nell’Antico. Tanto per cominciare, il primo matrimonio fu celebrato nel giardino di Eden tra Adamo ed Eva e da allora in poi tutti i matrimoni biblici furono tra uomini e donne. È vero però che col tempo ci furono uomini i quali, spinti da desideri perversi, si abbandonarono all’omosessualità. Sodoma e Gomorra sono le prime città ad essere ricordate per questo motivo, di esse è detto in Genesi 13:13 che “la gente di Sodoma era grandemente depravata e peccatrice contro l'Eterno” (cfr. Genesi 18:20,21 e 19:1-11). Affinché il suo popolo non seguisse questi cattivi esempi, Dio vietò tali pratiche nella sua legge: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole.” (Levitico 18:22).
Nel Nuovo Testamento questo messaggio è riportato altrettanto chiaramente nei seguenti passi:
“Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali,” (I Corinzi 6:9);
“sapendo questo, che la legge non è stata istituita per il giusto, ma per gli empi e i ribelli, per i malvagi e i peccatori, per gli scellerati e i profani, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, per i fornicatori, per gli omosessuali per i rapitori, per i falsi, per gli spergiuri, e per qualsiasi altra cosa contraria alla sana dottrina,” (I Timoteo 1:9,10);
“Proprio come Sodoma e Gomorra e le città vicine, che come loro si erano abbandonate alla fornicazione e si erano date a perversioni sessuali contro natura, sono state poste davanti come esempio, subendo la pena di un fuoco eterno;” (Giuda 7);
“Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da vituperare i loro corpi tra loro stessi. Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore che è benedetto in eterno. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti,” (Romani 1:24-28).
Leggendo questi ultimi versi ci è facile comprendere come sia possibile che l’uomo sottovaluti l’argomento e che addirittura ritenga l’unione gay l’evoluzione del matrimonio tradizionale. Nessuno stupore quindi per l’atteggiamento tollerante, o peggio inerme della società, davanti a certe leggi.
E chi invece pensa che l’omosessualità sia una malattia? Il passaggio di Levitico 18:22, che abbiamo citato prima, usa la parola “abominevole”, ovvero “degno di essere riprovato e detestato”. Se queste pratiche fossero una malattia, Dio non le riterrebbe abominevoli. Se di malattia vogliamo parlare sicuramente parleremo di malattia spirituale, quindi di peccato, il che è proprio ciò che Dio condanna, ma per il quale ha anche detto: “Venite quindi e discutiamo assieme, dice l'Eterno, anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.” (Isaia 1:18).
Impariamo perciò a distinguere il peccato dal peccatore! Non si sta dicendo di emarginare o denigrare chiunque abbia certi atteggiamenti nella società, bensì di essere chiari a tal proposito nella Chiesa, affinché non ci sia confusione nel popolo di Dio e nessuna giustificazione per chi sostiene determinate teorie. Molto presto ci potremmo trovare a dover apporre una croce sulle nostre schede elettorali e allora cosa risponderemo quando ci verrà chiesto se siamo favorevoli o meno alle unioni tra omosessuali? NO è la risposta che il cristiano deve dare con fermezza di fronte a tali proposte legislative, da chiunque esse provengano. Non si tratta di fare attività politica, ma di sostenere la verità, perché crediamo in quello che Dio dice nella Sua Parola e nella ricompensa che riceveranno tutti quelli che si adopereranno per essa.
http://www.chiesaevangelicabetania.it/index.php?option=com_content&task=view&id=449&Itemid=45
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martedì 27 luglio 2010
CHIESA EVANGELICA BETANIA: NO AL MATRIMONIO GAY
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L'Argentina cede al matrimonio gay
L'Argentina cede al matrimonio gay
Il Paese dalla tradizione machista è diventasto il primo dell'America latina a prevedere per legge il matrimonio tra persone dello stesso sesso. La situazione nel continente.
17/07/2010
L'Argentina ha sancito per legge il matrimonio gay.
E’ considerato per tradizione il Paese simbolo del machismo, dove l’esaltazione della mascolinità in tutti gli aspetti della vita e alla divisione netta di ruoli e compiti fra uomo e donna, è un valore forte e radicato. Eppure, proprio l’Argentina è diventata la prima nazione dell’America latina (e la seconda dopo il Canada in tutto il continente americano) a introdurre per legge il matrimonio gay, consentendo alle coppie omosessuali anche l’adozione di bambini.
Ma la questione parte da più lontano ed è il frutto di una serie di dibattiti durati per anni. Già nel 2002, a Buenos Aires, era stata introdotta una normativa che permetteva il riconoscimento delle unioni di fatto omosessuali, senza però equipararle al matrimonio. A favore del matrimonio gay, poi, si sono schierati l’attuale presidenta Cristina Kirchner e il suo consorte, nonché capo di Stato prima di lei, Nestor, oltre a vari uomini politici noti. D’altro canto, nonostante la diffusa mentalità machista, da tempo Buenos Aires è diventata la nuova meta sudamericana degli omosessuali (basti pensare che nel 2007 la capitale argentina ha ospitato il Mondiale di calcio per club omosessuali).
Ora si pensa (o piuttosto si teme) che la mossa dell’Argentina scateni una sorta di effetto domino negli altri Paesi del Sudamerica. In Brasile, ad esempio, un deputato della formazione al governo, il Partito dei lavoratori (quello del presidente Lula), ha presentato un progetto di legge simile (che parla di unione civile, non di matrimonio né di adozioni) e ha dichiarato: “Se il Parlamento brasiliano non seguirà le orme di quello argentino, ci tacceranno di conservatori”. E pare che anche in Paraguay non siano pochi i senatori favorevoli a un disegno di legge sul modello argentino. Il Messico, così come gli Stati Uniti, autorizza le nozze omosessuali solo in alcune prti del suo territorio. E a Città del Messico, dove il municipio ha già celebrato più di 250 matrimoni tra persone dello stesso sesso, ora il segretario al Turismo ha colto l’occasione per annunciare un accordo con gli albergatori di Cancun, frequentatissima meta turistica balneare messicana, per offrire la luna di miele gratis alla prima coppia omosessuale argentina che convolerà a nozze.
Vari Paesi sudamericani riconoscono le unioni di fatto. Ad esempio in Colombia, dove l’omosessualità è stata depenalizzata nel 1980, nel 2009 coppie omosessuali ed eterosessuali sono state equiparate dalla Corte Costituzionale. In Urugauay, dal 2008, la legge consente anche alle copie omosessuali di contrarre un patto civile dopo almeno cinque anni di convivenza. In Ecuador la nuova Costituzione, votata nel 2008, legalizza le unioni civili fra persone dello stesso sesso. L’Argentina diventa il decimo Paese del mondo legalizzare il matrimonio omosessuale, dopo Paesi Bassi (il primo, nel 2001), Belgio, Spagna, Canada, Sudafrica, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda.
Giulia Cerqueti
http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/argentina.aspx
Il Paese dalla tradizione machista è diventasto il primo dell'America latina a prevedere per legge il matrimonio tra persone dello stesso sesso. La situazione nel continente.
17/07/2010
L'Argentina ha sancito per legge il matrimonio gay.
E’ considerato per tradizione il Paese simbolo del machismo, dove l’esaltazione della mascolinità in tutti gli aspetti della vita e alla divisione netta di ruoli e compiti fra uomo e donna, è un valore forte e radicato. Eppure, proprio l’Argentina è diventata la prima nazione dell’America latina (e la seconda dopo il Canada in tutto il continente americano) a introdurre per legge il matrimonio gay, consentendo alle coppie omosessuali anche l’adozione di bambini.
Ma la questione parte da più lontano ed è il frutto di una serie di dibattiti durati per anni. Già nel 2002, a Buenos Aires, era stata introdotta una normativa che permetteva il riconoscimento delle unioni di fatto omosessuali, senza però equipararle al matrimonio. A favore del matrimonio gay, poi, si sono schierati l’attuale presidenta Cristina Kirchner e il suo consorte, nonché capo di Stato prima di lei, Nestor, oltre a vari uomini politici noti. D’altro canto, nonostante la diffusa mentalità machista, da tempo Buenos Aires è diventata la nuova meta sudamericana degli omosessuali (basti pensare che nel 2007 la capitale argentina ha ospitato il Mondiale di calcio per club omosessuali).
Ora si pensa (o piuttosto si teme) che la mossa dell’Argentina scateni una sorta di effetto domino negli altri Paesi del Sudamerica. In Brasile, ad esempio, un deputato della formazione al governo, il Partito dei lavoratori (quello del presidente Lula), ha presentato un progetto di legge simile (che parla di unione civile, non di matrimonio né di adozioni) e ha dichiarato: “Se il Parlamento brasiliano non seguirà le orme di quello argentino, ci tacceranno di conservatori”. E pare che anche in Paraguay non siano pochi i senatori favorevoli a un disegno di legge sul modello argentino. Il Messico, così come gli Stati Uniti, autorizza le nozze omosessuali solo in alcune prti del suo territorio. E a Città del Messico, dove il municipio ha già celebrato più di 250 matrimoni tra persone dello stesso sesso, ora il segretario al Turismo ha colto l’occasione per annunciare un accordo con gli albergatori di Cancun, frequentatissima meta turistica balneare messicana, per offrire la luna di miele gratis alla prima coppia omosessuale argentina che convolerà a nozze.
Vari Paesi sudamericani riconoscono le unioni di fatto. Ad esempio in Colombia, dove l’omosessualità è stata depenalizzata nel 1980, nel 2009 coppie omosessuali ed eterosessuali sono state equiparate dalla Corte Costituzionale. In Urugauay, dal 2008, la legge consente anche alle copie omosessuali di contrarre un patto civile dopo almeno cinque anni di convivenza. In Ecuador la nuova Costituzione, votata nel 2008, legalizza le unioni civili fra persone dello stesso sesso. L’Argentina diventa il decimo Paese del mondo legalizzare il matrimonio omosessuale, dopo Paesi Bassi (il primo, nel 2001), Belgio, Spagna, Canada, Sudafrica, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda.
Giulia Cerqueti
http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/argentina.aspx
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